Giuseppe Foderaro. Esoscheletro distopico. Mursia

Recensione a cura di Martino Ciano – già pubblicata su Gli amanti dei libri

Tra romanzo giallo e saggio divulgativo. Giuseppe Foderaro ha unito sapientemente due generi diametralmente opposti, tant’è che tra una pagina e l’altra, il lettore potrebbe pensare che l’autore sia andato off topic; ma se guardiamo tutto sotto un altro aspetto, scopriremo che proprio questo è uno dei punti di forza del suo libro. Saremo catapultati nel racconto di Giulio Ferrero, archeologo che vorrebbe scoprire qualcosa di straordinario, in grado di cambiare la storia dell’umanità.

Al ricercatore universitario l’occasione si presenterà quando verrà contattato per fare luce su alcuni misteriosi resti ritrovati in un sito dello Yemen. Fossili che metteranno in discussione tutto ciò che è stato scritto sull’evoluzione della nostra specie.

Insomma, l’enigma è subito servito. La storia proseguirà come una vera e propria ricerca sul campo e tra le fonti, con uno scontro continuo tra teorie e supposizioni, in cui faranno la loro parte anche interessanti disquisizioni sulle Sacre Scritture. Sia ben chiaro, non siamo di fronte a una storia in stile Idiana Jones con orde di cattivi o di sette segrete che devono custodire chissà quale segreto. No, qui ci troveremo davanti a un libro che a un certo punto assumerà quasi le sembianze di un saggio divulgativo, in cui si parlerà anche delle nuove teorie in discussione presso la comunità scientifica.

Ad affascinare, più che altro, è la capacità di Foderaro di rendere tutto di facile lettura, senza mai stancare. Esoscheletro distopico penetra tra “gli anelli mancanti” della nostra evoluzione, ribaltando la “storia ufficiale”, correggendone alcune storture, indagando su una delle domande che più ci perseguita: da dove proveniamo? In questo libro non troverete certamente la risposta all’enigma di tutti gli enigmi, ma di sicuro sarete spinti a ricercare altri libri del genere.

A rendere scorrevole la lettura, lo stile di Foderaro che mai tentenna e mai si abbandona a quel “nozionismo” in cui è facile cadere quando si trattano alcuni argomenti. D’altronde, l’obiettivo è quello di raccontare, di creare una storia e non di salire in cattedra. Ma c’è anche un altro aspetto che merita un approfondimento. Il romanzo indaga sulle fasi della nostra evoluzione. Siamo una specie strana, che si è evoluta più nel corpo che nella mente. È un po’ come se l’istinto di sopravvivenza avesse prevalso sulla nostra intelligenza, mettendo in secondo piano il pensiero. Eppure, non è stato sempre così. Ciò vuol dire che c’è stata un’involuzione? E cosa ha innescato questo fenomeno?

Insomma, siamo di fronte a un libro che si muove tra scienza e romanzo, tra giallo e saggistica. Un esperimento riuscito, ma, soprattutto, una lettura che nasconde in sé anche colpi di scena non indifferenti.

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