I martiri. Alessio Orgera. Arkadia

Recensione di Martino Ciano già pubblicata per Gli amanti dei libri

Chi sono i martiri di una rivoluzione se non coloro che combattono fin dal primo momento per un ideale abbracciato solo dopo dai tanti, quando la lotta è ormai terminata e tutti saltano sul carro dei vincitori?

È il senso del libro di Alessio Orgera che racconta tra queste pagine la fine del regime del dittatore romeno Ceausescu. È il dicembre del 1989 e la rivolta incalza, i martiri sono coloro che non si sono mai nascosti, che fin dal primo momento hanno preso coscienza del valore della libertà. Ma gli eroi di cui ci parla lo scrittore laziale, finalista nel 2019 del Premio Calvino proprio con questo romanzo, sono uomini sciocchi e ingenui perché idealisti.

Uno di questi è Grigore Romanov fotogiornalista che immortala gli attimi salienti della rivolta per il giornale per cui lavora che, invece, fa di tutto per nascondere quanto sta avvenendo. Romanov fotografa gli scontri di Timișoara, i cadaveri lasciati dall’esercito per le strade e quelli seppelliti e occultati nei terreni incolti. La rivoluzione è un inferno di sangue, orrore e malvagità in cui il regime prova a difendersi con le unghie e con i denti, grazie anche all’aiuto di coloro che eseguono ciecamente gli ordini. E quando tutto finisce, ecco che anche i carnefici si camuffano tra i vincitori e onorano il sangue dei martiri.

Quello di Orgera è un romanzo breve, appena cento pagine. L’essenziale raccolto in parole che vengono seminate con precisione, che raccontano con crudezza e precisione la fine di un sistema. La vita fa la coscienza, diceva Marx, e ogni volta che ci si tuffa in un romanzo storico ben scritto, questo principio risuona nelle orecchie del lettore. Se la storia è fatta dagli uomini, allora, tra loro c’è chi con coraggio sa assumersi delle responsabilità e chi invece attende che gli eventi diventino favorevoli. I primi sono i martiri, i secondi si macchiano di ignavia ma sono anche coloro che godono più di tutti dei benefici del cambiamento.

La storia è quindi quel continuum di eventi che alcuni incarnano, mentre altri subiscono. Ma serve davvero a qualcosa la rivolta? Ha senso credere in un ideale e sacrificarsi per esso? Il libro di Orgera ci fa porre queste domande, ogni lettore si adoperi per cercare le risposte.

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