Le gambe delle donne

Un racconto di Antonella Perrotta. Buona lettura. “Settantasette” urlò Saverio, il pescivendolo, nel pescare il numeretto dal sacchetto della tombola. E fu un coro di: “Le gambe delle donne.” E a tutti s’illuminarono gli occhi, neanche le avessero per davvero davanti, quelle gambe. Immaginaria visione. Porta del cielo. “Ma che deficienti. Du’ gambe, so’. Ossa,Continua a leggere “Le gambe delle donne”

L’untore. Una questione di responsabilità

Racconto di Antonella Perrotta. Buona lettura Era tutta colpa sua. Quelle febbri che spaccavano le ossa, quegli spasmi, quei respiri affannosi e quella smania d’aria come si stesse chiusi in una bara. E c’era chi, nella bara, ci finiva per davvero. Tutto era cominciato in autunno, subito dopo la guerra, quando c’era bisogno di unContinua a leggere “L’untore. Una questione di responsabilità”

‘U Brigante. Un racconto di Antonella Perrotta

Racconto di Antonella Perrotta Ad ogni processione c’era lui. In prima fila.Portava la croce di Cristo e stava pure tutto contento.Portare la croce in processione per Cenzino Mangano era un privilegio e una soddisfazione. Procedeva sorridente, concentrato, col capo eretto, le braccia ferme piegate all’altezza del busto, le dita delle mani strette sul legno, iContinua a leggere “‘U Brigante. Un racconto di Antonella Perrotta”

Il Conta-storie. Un Racconto di Antonella Perrotta

Racconto di Antonella Perrotta “Venite, gente! C’è il contastorie! Venite, venite, gente!” Sono un contastorie.Vivo per le vie. Un po’ di qua, un po’ di là, dove capita. Non ho padroni. Il mio nome non ha importanza. Io sono le storie che racconto. Le desidero, le cerco, frugando tra le memorie degli uomini, dentro iContinua a leggere “Il Conta-storie. Un Racconto di Antonella Perrotta”

Silenzio e buio e stelle in cielo

Un racconto di Antonella Perrotta Il mare è calmo, ma la corrente mi trascina e non so dove. Spero verso quelle luci della costa che ho intravisto prima, non so più quando, ma che ora non riesco più a vedere. Sono stremato, al punto da non sentire più le braccia e le gambe.Mi distendo sulleContinua a leggere “Silenzio e buio e stelle in cielo”

Il sorriso di Tonino di Antonella Perrotta

Un racconto di Antonella Perrotta La 127 bianca di mio padre stava dove l’aveva lasciata il giorno prima: nell’autofficina di Tonino Lazzaro. Aveva la fiancata sinistra macchiata di schizzi rossi, come se qualcuno si fosse divertito a spruzzarvi del ketchup. In realtà, era sangue. Quello di Tonino. Il suo corpo, crivellato di colpi, giaceva aContinua a leggere “Il sorriso di Tonino di Antonella Perrotta”

La matta. Un racconto di Antonella Perrotta

Un mucchio di collane colorate. Una, due, tre, dieci, una sull’altra che, a vederle, ti chiedevi come non le cascasse il collo. Vesti leggere e svolazzanti, pure d’inverno e anche quando il termometro si avvicinava allo zero. Questi, i suoi vestiti di scena.Un muretto, un marciapiede, una panchina, uno scalino, il suo palco. Vinnirèdda laContinua a leggere “La matta. Un racconto di Antonella Perrotta”

Amina Ohbdo. Seconda Parte

Racconto a cura di Loredana Serra Il mio sole si era spento. Mentre c’erano loro, però, avevo sentito parlare delle barche, quelle che andavano in Italia. Le donne alla sera si riunivano e ripetevano ciò che avevano sentito dagli uomini. Il passaggio per l’Italia costa più di anni di lavoro – dicevano – ma c’eranoContinua a leggere “Amina Ohbdo. Seconda Parte”

Amina Ohbdo. Prima parte

Racconto a cura di Loredana Serra Mi chiamo Amina Ohbdo. Ho quasi trentaquattro anni. Abito in una piccola città della provincia milanese. Ho un lavoro per cui mi pagano e da quando ho cominciato a vivere, prima la mia non era una vita, tutto quello che vedo, sento e respiro mi sembra straordinario. Sono nataContinua a leggere “Amina Ohbdo. Prima parte”

Il pianto delle faine. Terza parte

Racconto a cura di Napoleone Dulcetti Dopo averlo fissato per qualche minuto gli altri clienti ripresero ciò che stavano facendo prima del suo arrivo. Un gruppo di signori giocava a poker bevendo birra bionda doppio malto, un vecchietto se ne stava da solo, con un fiasco di vino alla sua destra e una pitta caldaContinua a leggere “Il pianto delle faine. Terza parte”